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Qualità video, la rivoluzione è cominciata: alla scoperta del VVC

Velocità e qualità, le parole chiavi della rivoluzione lanciata da Fraunhofer HHI che ha rilasciato e rilanciato il nuovo standard globale di codifica video H.266, stiamo parlando del VVC, Versatile Video Coding.

Rispetto al precedente standard ovvero HEVC dimezza i requisiti dei dati rispetto al bit rate richiesto e non ne compromette la qualità visiva, un toccasana per offrire una trasmissione video veloce, molto più veloce, con una qualità percepita sempre uguale. Non a caso sul nuovo coding hanno lavorato aziende come Intel, Apple, Sony, Qualcomm, Microsoft, Huawei ed Ericsson, perfezionandosi sulla migliore compressione dei dati così come vi abbiamo anticipato.

VVC, inoltre, fornisce una trasmissione efficiente, abbinata a una memorizzazione, di tutte le risoluzioni video dalla SD alla Hight Definition, toccando anche la 4K e 8K. Capace di supportare anche video ad alta gamma dinamica e video omnidirezionale a 360 gradi.

Il nuovo standard di codifica sempre poter essere un toccasana per i video nelle reti mobili, dove quindi la capacità di dati è limitata rispetto ad altri supporti ed è importante ridurla al minimo garantendo sempre la qualità. Per fare un esempio pratico un video di 90 minuti in Ultra HD richiede circa 10 gb mentre con VVC rispetto al coding HEVC si “consumano” 5 gb mantenendo la stessa risoluzione. Addirittura VVC è nato proprio per risoluzioni alte, tipo 4K e 8K per i televisori.

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